“Due ragazze, un’estate soffocante e il desiderio di andare via”
Due ragazze, un’estate calda e soffocante, il desiderio di andare via da un piccolo paese di provincia. Luisa è piena di vita, disinibita, trasgressiva; Renata è oscura, arrabbiata, bisognosa d’amore. Le vite delle due giovani raccontano la storia di un ricatto, di un amore tradito, di una violenza subita: Luisa usa Bilal, il suo fidanzato albanese, Renata usa il corpo di Luisa per muovere i fili della propria vendetta. Entrambe vogliono lasciare la piccola comunità che le ha cresciute, tra feste di paese e raduni indipendentisti, famiglie sfinite e nuove generazioni di migranti presi di mira da chi si sente sempre minacciato. Luisa, Renata e Bilal rischieranno di perdersi, di perdere una parte preziosa di sé, di perdere chi amano, di perdere la vita.
Note di regia
Sarebbero potute accadere in una qualsiasi provincia del pianeta, ma ho cercato nel Nordest italiano le storie che compongono il racconto di Piccola Patria. Lì ho visto fondersi tra loro quelle atmosfere, la lingua, i volti e i personaggi, le dinamiche personali e di gruppo. Il mio approccio al film è stato fisico: partendo da una sceneggiatura pronta ad essere distrutta, ho voluto creare un vortice estivo che legasse improvvisazione e osservazione, ricerca e creazione dei personaggi.
Luisa e Renata vogliono andare via da una cultura del lavoro che è solo cercare di far soldi e spesso non riuscirci, via dalla banalità di vite votate al sacrificio e al silenzio, via dalla rabbia che la mancanza di sogni scatena. Il conflitto è tra due mondi, quello degli adolescenti – vivo, sensuale, libero senza sapere di esserlo – e quello degli adulti, inerte, rassegnato, doppio. Eppure qualcosa accomuna tutti: una zona oscura, una memoria che segna la carne delle ragazze e che resta non detta. Il sesso che l’una usa per prendersi gioco del mondo, per sfuggire senza meta alle falsità del conformismo, è per l’altra il modo cieco per riscattarsi dalla meschinità e dalla violenza, il pretesto per vendicarsi. Il gioco amoroso, amicale e sessuale assume col tempo i contorni tragici di una realtà che perde per sempre spontaneità e innocenza.
Scheda tecnica:
PICCOLA PATRIA (SMALL HOMELAND)
lungometraggio – 111′ – DCP e Blu Ray – 2014
regia: Alessandro Rossetto
soggetto: Caterina Serra, Alessandro Rossetto
sceneggiatura: Caterina Serra, Alessandro Rossetto, Maurizio Braucci
prodotto da: Gianpaolo Smiraglia, Luigi Pepe
montaggio: Jacopo Quadri
fotografia: Daniel Mazza
musica: Paolo Segat, Alessandro Cellai, Maria Roveran
scenografia: Renza Mara Calabrese
una produzione: Arsenali Medicei e Jump Cut
con il contributo del: MIBACT – Direzione Generale per il Cinema
con il sostegno di: Regione Veneto – Fondo per il cinema e l’audiovisivo, BLS – Business Location Südtirol Alto Adige, Trentino Film Commission, Friuli Venezia Giulia Film Commission
sviluppato con il supporto del: Programma MEDIA dell’Unione Europea
distribuzione italiana: Istituto Luce Cinecittà
Cast:
Luisa: Maria Roveran
Renata: Roberta Da Soller
Bilal: Vladimir Doda
Rino Menon: Diego Ribon
Anna Carnielo: Lucia Mascino
Franco Carnielo: Mirko Artusto
Itala Menon: Nicoletta Maragno
Anes: Mateo Çili
il Vecchio: Giulio Brogi
cugino di Bilal: Drival Hajdaraj
i sodali: Valerio Mazzucato, Stefano Scandaletti
Festival e premi:
70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2013
Trieste Film Festival 2014
International Film Festival Rotterdam 2014
CPH:PIX Copenhagen International Film Festival 2014
München Film Festival 2014
Il cinema italiano visto da Milano 2014 – Premio della giuria
Premio Monty Banks 2014 – Premio della giuria tecnica
Gallio Film Festival 2014 – Premio del pubblico; Premio miglior attore (Diego Ribon)
Bimbi Belli 2014 – Premio miglior attrice (Maria Roveran)
Festival du film italien de Villerupt 2014 – Prix Amilcar du Jury
Asti Film Festival 2014 – Premio del pubblico; Premio miglior lungometraggio
Nastri d’Argento 2014 – Nomination miglior soggetto (Alessandro Rossetto e Caterina Serra)
Globi d’oro 2014 – Nomination miglior musica (Paolo Segat)
Ciak d’oro 2014 – Nomination Bello e invisibile
Premio Kineo “Diamanti al cinema italiano” 2014 – Nomination miglior film Opera prima